Sulla scia di altri despoti medio-orientali di cui abbiamo già parlato in un precedente articolo e che esercitano il loro potere dopo di essere succeduti al proprio padre , anche l’ottantaduenne Mubarak si apprestava a cedere il governo dell’Egitto al proprio figlio, ma il popolo non si è dichiarato d’accordo e si è sbarazzato di questi personaggi. La vicenda è tuttora in corso per cui è prematuro fare previsioni circa come si concluderà. Una cosa si deduce da questa e da analoghe situazioni e cioè che la forma istituzionale monarchica ereditaria in quanto formalmente sinonimo di correttezza è tuttora di attualità come soluzione circa la tenuta di un potere politico e, se rigenerata da criteri di modernità e di democrazia, può essere attuata o almeno viene largamente presa in considerazione da certe Nazioni che riconoscono in una linea dinastica il migliore antidoto a un susseguirsi di golpe militari o conseguenti instabilità istituzionali. Occorre però appunto una maturità popolare che non ci pare di scorgere in Paesi pur di antica civiltà come l’Egitto, dove la piazza ha avuto il sopravvento su una dittatura trentennale che, secondo le accuse dei promotori dell’attuale sommossa ha rovinato il Paese arricchendosi alle spalle dei cittadini, la medesima vicenda accaduta nella vicina Tunisia dove la moglie del deposto dittatore è espatriata con un tesoro di alcune tonnellate di lingotti d’oro. L’Egitto ha conosciuto qualche decennio di stabilità e di relativo benessere durante i regni di Re Fuad e di Re Faruk, succeduti al lungo dominio turco poi la casta militare ha imposto il proprio potere sino alle odierne vicende. Eppure questa Nazione che vanta una storia antichissima con tracce archeologiche uniche al mondo a testimonianza della civiltà fiorita e prosperata all’epoca dei Faraoni e confermata anche sotto la dinastia dei Tolomei e di Cleopatra, avrebbe diritto a una situazione interna stabile e tranquilla per favorire la ripresa della sua maggior risorsa e cioè il turismo, attualmente in fase di stallo per le note vicende. Un turismo di gente proveniente da ogni parte del mondo e alimentato anche dalla vicina Italia: è risaputo che molti nostri concittadini non mancano di onorare nella chiesa di santa Caterina di Alessandria d’Egitto le spoglie di Re Vittorio Emanuele III che vi è sepolto dopo pochi anni di esilio e la fraterna ospitalità di Re Faruk e l’amicizia di questa civilissima Nazione.
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