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Chi ha una certa età ed è nato o ha vissuto da diversi anni a Milano conosce questa parola che sino a non molto tempo fa era usuale nel gergo della grande città lombarda. Oggi non la si sente quasi più, forse a causa o per merito della televisione che ha insegnato a tutti a parlare in italiano eliminando certi termini dialettali, come appunto “baùscia” che veniva comunque inserito nel discorso anche se si parlava appunto in lingua e non in dialetto. Eppure questa breve parola concentrava nelle sue poche lettere un concetto chiarissimo che per coloro che milanesi non sono spiegheremo brevemente. “Quel lì l’è propi un bauscia” oppure: “Te se propi un gran bauscia” (Quello li è proprio un bauscia oppure: Sei proprio un gran bauscia) Dove il termine in questione sta, per chi non lo avesse ancora capito, per sbruffone, o più letteralmente per uno che perde la bava tanto si sbrodola nel darsi delle arie. Uno che sa tutto anche se non sa niente, uno che ha la soluzione per ogni problema. E pensare che, come abbiamo appena detto, anche se il termine è stato quasi completamente eliminato, al contrario la categoria dei bauscia (con l’accento sull’u detto alla francese o alla milanese) non è affatto estinta anzi è più fiorente che mai e basta accendere il tasto della televisione per constatarne la presenza incombente. Senza fare elenchi di nomi uno dei più idonei a questo in fin dei conti bonario epiteto è quel politico il cui maggior vanto era il suo “celodurismo”. Ma non è il solo, ce ne sono altri che, magari con maggior classe ma con sorrisi sarcastici cercano di demolire gli avversari con frasi sprezzanti o battute perfide, come colui che ha definito il ministro Brunetta: “un gigante della politica” o la onorevole Rosy Bindi “più bella che intelligente”. Ma queste più che bausciate (termine derivante dal precedente) sono boutades…..
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