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Nelle due recentissime consultazioni elettorali, Amministrative per alcuni comuni anche importanti come Milano e Referendum su questioni vitali, gli esiti hanno denotato una decisa sterzata a sinistra dell’elettorato italiano, come hanno dovuto riconoscere a bocca storta anche i politici del centro-destra. Per quanto concerne i Referendum un errore colossale è stato commesso dal Premier che alla vigilia della consultazione ha dichiarato che non sarebbe andato a votare. Avrebbe invece dovuto dire, secondo la logica: “Andrò a votare e voterò no”. Il fatto che molti dei suoi supporters abbiano seguito il suo esempio, cioè abbiano disertato le urne, ha fatto apparire travolgente la vittoria dei sì dei suoi avversari. Altro sbaglio commesso dal Premier qualche settimana prima delle suddette votazioni è stata una categorica ed enfatica esternazione durante un incontro con un numeroso gruppo di esponenti di un movimento cattolico: senza che nessuno gli avesse fatto esplicita richiesta in merito, aveva dichiarato: “Fin che io sarò a capo di questo governo non approverò nessun matrimonio tra persone dello stesso sesso né adozioni di bambini da parte di singoli o di coppie omosessuali”. Dichiarazioni che per qualcuno potranno essere giudicate sacrosante ma inopportune e controproducenti a giudizio di potenziali elettori non dico intenzionati a convolare a nozze con un individuo del suo stesso sesso o in vena di adozioni innaturali, ma semplicemente giudicate anti-gay da parte di un vastissimo elettorato omosessuale o semplicemente simpatizzante. Cioè in parole povere quando un Politico si esprime in un comizio non deve dire: non farò questo né farò quello…” ma deve dire quello che intende fare, possibilmente di natura positiva… L’eterno braccio di ferro tra il Premier e i Giudici poi ha indotto molti benpensanti ad allontanarsi dalle posizioni cui avevano aderito mandandolo a Palazzo Chigi alle ultime politiche, a cui si sono aggiunti i particolari delle notti di Arcore e qui ci sono da sottolineare gli insulti delle donne per le frequentatrici di quei convegni e l’invidia degli uomini meno fortunati. Ecco quindi alcuni motivi della “Svolta a sinistra” svolta solo di tendenza perché teoricamente non dovrebbe avere conseguenze politiche. Ma che costituisce un formidabile campanello d’allarme per chi si era addormentato sugli allori o un impulso come dire: “Svegliatevi” per chi vorrebbe subentrare all’attuale manovratore nella stanza dei bottoni.
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