martedì 6 settembre 2011

Furto con destrezza

Mercoledì 24 agosto 2011 ore 17 la temperatura sfiora i 35 gradi; il sottoscritto sale i gradini che portano in viale Monza a Milano della stazione della Metropolitana linea 1 fermata Rovereto, lato destro del viale dando la schiena alla periferia. Un uomo gli scende incontro e gli dice: “Guardi che le hanno rubato il portafogli”. Dice di aver visto tutto dall’alto affacciato alla balaustra. Il sottoscritto controlla la tasca posteriore destra dei pantaloni e constata che è vuota: uno sguardo verso il suolo e il portafogli è lì per terra semi-aperto, svuotato del contante ma con tutti i documenti . Il sottoscritto non si era minimamente accorto di essere stato sfiorato da qualcuno dalla mano lesta, ma la pronta segnalazione del cittadino di cui sopra ha per lo meno consentito di recuperare tutti i documenti e carte varie la cui perdita avrebbe complicato ulteriormente la faccenda. A memoria del sottoscritto il denaro mancante dovrebbe aggirarsi su due pezzi da 50 euro e un pezzo da 20. I ladri, forse due si sono dileguati in un baleno, il sottoscritto leggermente frastornato segnala il fatto ai due addetti A.T.M. presenti nella cabina del piano ammezzato, i quali fanno presente che non è un problema che li concerne, ma che bisogna presentare denuncia all’autorità giudiziaria, cosa che il sottoscritto prontamente esegue, non certo sperando di recuperare il malloppo, ma allo scopo di invitare le forze dell’ordine a un controllo sempre più assiduo con agenti personalmente presenti specie nelle due fermate di Pasteur e di Rovereto dove accadono più di frequente scippi e furti vari. La denuncia è stata regolarmente presentata. In parallelo al sottoscritto torna in mente un episodio diverso ma ugualmente significativo di rapporti tra cittadini di una grande metropoli: qualche giorno prima il sottoscritto esce dal supermercato Esselunga di viale Piave dove ha eseguito alcuni acquisti di generi alimentari. Fuori dal suddetto emporio bivaccano diversi mendicanti in gruppetti vari che salutano i clienti di passaggio. Il sottoscritto risponde con un cenno di ringraziamento al “buongiorno” del mendicante accucciato a destra e non dà alcuna moneta. Un altro questuante in piedi sulla sinistra del sottoscritto nota il marchio della camicia del sottoscritto e dice ad alta voce: “Lacoste”, non so se per  dire: guarda questo fetente che non molla niente, o per altri scopi. Il sottoscritto tira dritto. Niente tutto qui. Però diventa sempre più difficile barcamenarsi in questo mondo complesso. La direzione del supermercato sopracitato prontamente avvertita telefonicamente dell’episodio fa presente giustamente che la questione concerne l’ordine pubblico e che loro non hanno alcun potere di cacciare i mendicanti.

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