Con la morte del Re Carlo Felice, nel 1831, terminò la lunga anticamera dei Principi di Carignano in attesa del trono di Sardegna. Questo ramo cadetto di Casa Savoia aveva affiancato lealmente per circa duecento anni, dapprima i vari Duchi sovrani poi i Re, offrendo il sostegno morale e il braccio quando ce ne fu la necessità, per superare e risolvere i problemi che via via si presentavano. Ma facciamo un passo indietro per mettere in risalto il prestigio genealogico di questa Casata che anche a giudicare dalle principesse straniere che vi entrarono da spose, godeva della stima e della fiducia di diversi Sovrani europei. Intorno al 1520 il Duca Carlo III aveva preso in moglie l’infanta Beatrice del Portogallo, figlia del Re di quel paese Emanuele I il quale era già suocero dell’Imperatore Carlo V: Carlo III di Savoia si ritrovò quindi imparentato con i più potenti sovrani dell’epoca. Il figlio di Carlo III e di Beatrice fu nient’altro che il grande Emanuele Filiberto che riportò il Ducato all’antica posizione di prestigio anche attraverso le sue nozze con Margherita di Francia la figlia del Re di quella Nazione il famoso Francesco I. A sua volta il loro figlio Carlo Emanuele I sposò Caterina Micaela d’Asburgo, infanta di Spagna nata dalle celebratissime nozze tra il Re Cattolico di Spagna Filippo II e Elisabetta di Valois, colei che avrebbe dovuto sposare il figlio e dovette unirsi al padre contemplandone “triste in volto il crin bianco” come ci ricorda Giuseppe Verdi nell’opera Don Carlo. Nell’abbondante figliolanza di Carlo Emanuele I e Caterina Micaela ricordiamo l’erede Vittorio Amedeo I che nella grande tradizione famigliare scelse come moglie la principessa Cristina di Borbone di Francia, figlia del Re Enrico IV. e il cadetto Tomaso Principe di Carignano, stipite di questo ramo cui abbiamo fatto cenno all’inizio di questo articolo. Da Tommaso attraverso cinque generazioni si giunge a Carlo Alberto a cui spettò il trono di Sardigna per legittima successione ereditaria. Tenuto conto che la giovinezza di Carlo Alberto si svolse nell’epoca della Restaurazione post-Napoleonica, fu scelta logica che la sua sposa fosse gradita a Vienna dove il Cancelliere Metternich faceva il bello e il cattivo tempo. Questa giovane moglie aveva poi dalla sua parte il dono di un bell’aspetto e di un carattere dolcissimo, tale è descritta Maria Teresa la figlia di Ferdinando III d’Asburgo Lorena Granduca di Toscana e di Luisa dei Borbone di Napoli. In parallelo l’unica sorella di Carlo Alberto la Principessa Elisabetta di Savia Carignano giungeva a Vienna come moglie amatissima dell’Arciduca Ranieri, fratello cadetto dell’Imperatore Francesco II (poi I come Imperatore d’Austria), e da queste nozze nasceva a Milano, dove Ranieri svolgeva le funzioni di Vice-re del Lombardo Veneto, l’Arciduchessa Maria Adelaide che avrebbe poi sposato il cugino Vittorio Emanuele II, sempre nella scia delle unioni di alto livello nobiliare e politico. Questi tre matrimoni tra i Savoia Carignano e gli Asburgo-Lorena non furono minimamente di remora o di ostacolo per i due ultimi Re di Sardegna per abbracciare l’idea grandiosa che si stava affermando negli animi degli Italiani dell’Unità del Paese. Certamente furono lacerati affetti famigliari sia nei riguardi dei parenti di Vienna che di quelli di Firenze nonché verso i congiunti di Napoli, ma quando la Politica, unita all’amor di Patria dominano gli eventi è nella tradizione di Casa Savoia di non avere alcun dubbio sulle scelte da fare. La stessa determinazione e tenacia nella coerenza del comportamento riconosciute da tutti gli storici e commentatori che si sono occupati delle vicende del nostro Paese e dei Sovrani che si sono succeduti sul trono. Qualità mantenute anche nell’esilio degli ultimi sovrani d’Italia e vive nei cuori dei loro Eredi, ai quali guardano con affetto milioni di cittadini Italiani, che non perdono la speranza di un rinnovarsi futuro dei destini della Nazione nel solco del patto del 1861 tra gli Italiani e Casa Savoia.
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