Una recente inchiesta ha stabilito che la figura femminile più popolare tra chi si interessa di storia Patria in Italia è Anita Garibaldi la prima moglie dell’Eroe dei Due Mondi. Anzi, addirittura tra le donne italiane molte vorrebbero somigliarle per la dedizione che ha avuto per il suo uomo a fianco del quale si è battuta per il Risorgimento dell’Italia ed è morta per questa sua passione. Non vogliamo fare il Bastian Contrario né contestare le virtù di questa donna eccezionale, però per mettere a posto tutti i tasselli della sua breve esistenza dobbiamo ricordare che Anita per unirsi al suo Eroe, abbandonò il suo legittimo marito quindi lasciò, come si dice, il tetto coniugale per l’incognita dell’avventura, e quindi da questo punto di vista non è una figura esemplare. D’accordo che certi ideali al giorno d’oggi sono ampiamente superati con la esaltazione televisiva e giornalistica di dive e veline dalla vita privata più che tumultuosa dove il fattore determinante di una unione matrimoniale è il denaro e la causa più frequente di una disunione è il calo di successo del partner e quindi una minor visibilità mediatica e un minor introito economico. Restando negli ultimi duecento anni della nostra storia non sono molte le figure femminili che hanno segnato positivamente la loro epoca, però non possiamo tralasciare la Regina Margherita , l’unica (almeno per ora) sovrana consorte di Re ,d’Italia sepolta al Pantheon, , e la Regina Elena che riposa a Montpellier, dove è deceduta. Si è trattato di due donne che nemmeno la calunnia o il pettegolezzo hanno sfiorato, che hanno vissuto al fianco dei loro coniugi condividendone le gioie e i drammi, la pace e le guerre e a cui per quanto riguarda la Regina Elena , gli Italiani cittadini di Messina hanno eretto, già in periodo repubblicano, un monumento a memoria del suo slancio materno durante la catastrofe del terremoto del 1908. Ricordiamo dunque Anita venuta dal Sud America per darci una mano nel costruire l’Unità d’Italia, ma non dimentichiamo le nostre Sovrane attraverso lo studio della Storia nelle scuole elementari e medie, senza inventare nulla ma dando maggior risalto, contrariamente a quel che avviene oggi, alle vicende delle loro esistenze.
Livio Orlandini.
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