Sono trascorsi 66 anni dalla stessa data del 1944 quando il quartiere di Gorla che si trova a Milano a circa 2 kilometri da piazzale Loreto in direzione di Sesto San Giovanni, fu bombardato dagli aerei degli Alleati. Gorla non si differenzia da altre zone della metropoli ambrosiana però è attraversata dal Naviglio della Martesana che le dà un tocco di piccola Venezia. A poche decine di metri dal corso del Naviglio sorgeva la scuola elementare che fu centrata da una bomba .morirono poco meno di duecento bambini e circa 20 insegnanti oltre al personale di segreteria e ai bidelli. Altre bombe furono sganciate sull’abitato provocando altre centinaia di morti e feriti. Erano gli ultimi mesi della seconda guerra mondiale Milano era la capitale virtuale, se non ufficiale, della Repubblica Sociale , detta poi repubblica di Salò con tono derisorio tenuto conto che le autorità risiedevano sul lago di Garda e principalmente a Salò. Anche se dopo quattro anni di guerra la gente era quasi assuefatta ai fatti tragici la strage di tanti innocenti fu uno chock enorme .Tutti erano esasperati sia contro chi comandava in quel momento, cioè fascisti e tedeschi sia contro chi aveva bombardato e se si considera che nell’anno precedente e cioè nel 1943 era stata semi distrutta anche La Scala , cioè il teatro simbolo della città si può comprendere lo stato d’animo dei cittadini.tra coprifuoco, borsa nera rastrellamenti e fucilazioni. Oggi dopo tanti anni sopravvivono i fratelli di quei bambini martiri della guerra e molti di loro si sono riuniti in quella stessa piazza dove sorgeva la scuola e che dal 1952 è dominata da un monumento in ricordo di quel fatto luttuoso.Sono uomini e donne ormai anziani che non hanno mai dimenticato le lacrime dei loro genitori Oltre al Sindaco di Milano signora Moratti sono presenti alcune scolaresche dei Rioni circostanti a ricordare che nonostante gli orrori delle guerre la vita continua: quello che colpisce sono i volti di questi ragazzi, la maggioranza dei quali rivelano la loro origine asiatica o africana o sudamericana. Quello che colpisce ulteriormente è che parlano perfettamente in italiano addirittura con un certo accento…milanese.
Livio Orlandini.
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