giovedì 11 novembre 2010

Linea e stile.

“L’estate sta finendo…” cantavano i Righeira qualche anno fa, ed ora
puntualmente siamo alla medesima scadenza, ma l’afa e l’umidità non mollano la
loro fastidiosa presenza e allora si continuano a vedere ragazze al limite dell’
obesità strizzate in panta-short-jeans, così come simpatiche signore magari
agghindate come delle fattucchiere che viaggiano sui mezzi pubblici
costantemente armate di bottiglie di (sarà?) acqua che tracannano direttamente 
portandole alla bocca. Altre presenze ormai usuali nei luoghi affollati delle
grandi città sono i giovani prevalentemente di provenienza cinese dotati di
vistosi ciuffi di capelli che gli spiovono sugli occhi e che sono stati
colorati di giallo se non di viola o di verde. “ Per un uomo, dopo i 18 anni
mai i pantaloncini corti al di fuori dei campi da tennis”, non sappiamo chi
abbia pronunciato  questa frase lapidaria se Gabriele d’Annunzio o uno stilista
moderno, fatto sta che mai una tale sentenza è stata ignorata come di questi
tempi. E così si possono notare, non tanto sui viali di Rimini ma in
Montenapoleone  o in via della Spiga a Milano o in via Veneto a Roma panciuti
signori usualmente in cravatta, che ostentato bermuda più o meno corti o più o
meno larghi, dai colori più inusitati e a volte in pendent con calzini
addirittura neri e con scarpe rigorosamente stringate. E si potrebbe continuare
questa galleria degli orrori ma dato che siamo in un paese libero, libero di
commettere anche dei peccati certamente veniali, lasciamo sfogo al cattivo
gusto e come disse un glorioso eroe del Risorgimento :”….tiremm innanz…” (per i
non milanesi: tiriamo avanti).
Livio Orlandini.

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