Altezza Reale, la sera di venerdì 16 luglio molti telespettatori hanno seguito su RAI 3 una interessantissima trasmissione dedicata ai personaggi della Sua Famiglia. Nel modesto panorama dei palinsesti estivi si è trattato di una ventata culturale che penso abbia avuto una audience soddisfacente. Alcuni brani di questa trasmissione si erano già visti come la toccante intervista a Suo Padre , nonché quella colta e spontanea a Sua Madre sugli argomenti salienti degli anni della guerra perduta, ma è stato piacevole e commovente rivederli. Si è apprezzato altresì il modo diretto e convincente con cui Lei Altezza ha risposto alle domande dell’intervistatore sui suoi rapporti con i suoi Genitori a proposito dei medesimi argomenti. Ultimamente il Suo nome è stato coinvolto nelle vicende relative ai rapporti tra i rami di Casa Savoia in contrasto su diritti e pretensioni, spesso con argomenti da gossip di sterile supporto per ambe le parti. In parallelo la Nazione Italiana sta commemorando i 150 anni dell’Unità del Paese, con manifestazioni che avranno il suo culmine l’anno prossimo 2011. Sino ad ora sono stati ricordati Garibaldi, Cavour e Mazzini con riferimenti limitatissimi al ruolo di Casa Savoia come se l’azione della Dinastia fosse stato pressoché marginale. Ora io dico perché Lei Principessa con la possibilità che ha di contattare intervistatori di rango, storici e giornalisti, non scende in campo e senza giri di parole, con la facilità dialettica che ha sovente dimostrato non si batte per onorare i suoi Avi e nello stesso tempo ristabilisce un po’ di verità?! Non si tratta di elemosinare consensi a cause politiche ma di mettere i puntini sugli “ì” su molti argomenti o come si suol dire di togliersi qualche sassolino dalla scarpa! E cioè: “ E’ vero o non è vero che Vittorio Emanuele II mise in gioco la sua tranquilla corona di Re di Sardegna che avrebbe perduto se le cose fossero andate male? E’ vero o non è vero che cedette alla Francia Nizza e la Savoia e sacrificò la figlia Clotilde dandola in sposa a Gerolamo junior Bonaparte, per avere l’appoggio di Napoleone III, il cui leale sostegno fu determinante? E già che ci siamo perché non spaziare in tempi più recenti toccando argomenti come il tanto bistrattato carattere di Suo nonno Vittorio Emanuele III? Ci rendiamo conto di come può modificarsi il temperamento di un uomo che deve ripetere lo stesso ruolo di Suo Padre il quale è stato assassinato a tradimento? Ci rendiamo conto che Vittorio Emanuele III quando appariva in pubblico poteva essere nel mirino di un altro assassino e questo accadde più volte per fortuna senza esito mortale? E che lo stesso Re aveva le medesime preoccupazioni per i suoi figli come accadde a Umberto nel 1929 a Bruxelles? Occorre il referto di uno psicanalista per dedurre che un tale personaggio possa essere scettico, sarcastico e diffidente? E diciamolo una volta per tutte: nel periodo 1919/1922 c’era il rischio di una guerra civile e quindi il male minore fu la svolta del governo Mussolini. Il consenso nel periodo del ventennio fascista era enorme, sia da parte dei ceti popolari che delle gerarchie ecclesiastiche. E poi per limitarci negli argomenti che Lei gentile Principessa potrebbe affrontare, ma ci rendiamo conto che il Paese creato dai Savoia e cementato dal Risorgimento è stato unificato attorno alla Dinastia che l’ha creato? Che privarsi del prestigio di una Casata millenaria è stato un errore come, perdoni il paragone, se uno si taglia un piede perché gli fanno male i calli?! Si poteva a suo tempo estirpare il callo e curare l’arto fino alla guarigione, o no? Principessa le dica con enfasi queste cose senza timore di apparire sopra le righe, è chiaro che a lei personalmente non verrà attribuito alcun tornaconto se non quello di raddrizzare certe storture troppo a lungo coltivate e mai o troppo poco controbattute perché non sarà “chic” prendersi a male parole ma “quando ce vo’ ce vo’ … Mi scusi.
Livio Orlandini
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